Nel fervido clima degli anni della ricostruzione, dopo la seconda guerra mondiale, tra gli intellettuali e gli operatori protagonisti della vita culturale barese si diffuse l’idea di sostenere gli artisti con interventi statali. Mancavano nella città istituzioni pubbliche per le arti figurative (la Pinacoteca provinciale fondata nel1928 era di fatto inoperante) e le stesse mostre che segnavano anno per anno il progredire dell’interesse del pubblico e l’allargarsi del numerodegli operatori attivi erano il frutto di iniziative di fatto private.
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